Madonna delle Grazie - detta Madonna delle Fratte
16/05/2017
Madonna delle Grazie - detta Madonna delle Fratte


Questa immagine apparse ad un pastore, che con il suo aratro lavorava la terra, sopra un piccolo monticello adorno di boschi, vicinissimo al paese dell’antica Capranica Prenestina, nel 1.445 circa. Il pastore fece costruire in seguito una piccola cappella sul posto dove le era apparsa la Madonna, ma con la guerra 1.940, che causò tanta rovina, la piccola cappella andò distrutta, seppellendo così anche la bellissima Immagine della SS. Vergine delle Grazie. Fu fatta poi riedificare dal popolo e la bella Immagine, fatta dipingere dal pittore Giovambattista CONTI, fu riportata solennemente nella sua piccola cappella l'11 Aprile 1.948.

La Storia. 
In un verbale del 9 novembre 1871 si legge, con molta difficoltà, la prima notizia relativa al piccolo santuario. <<... Si propone loro come, essendo stata soppressa la chiesa della Madonna della Immagine, o sia delle Ginestre, a causa dell’angustia troppo grande di detta chiesa, né essendosi potuto ottenere dall’Ill./mo Sig. Vescovo la licenza di dilatare detta chiesa per la lontananza della Terra e dall’abitato, s’è designato di fabbricare altra chiesa capace nella piazza dell’Olmo, detto il Monnezzaro, per ivi trasportare poi la miracolosa Immagine... Ma poiché non si vuole ottenere licenza dall’Ill./mo Vescovo Sig. Cardinale si obbliga al mantenimento di quella; perciò si pregano tutti di volersi obbligare a quanto sopra per onore di Dio e di Maria SS.ma. Fu risoluto a viva voce che si fabbrichi detta chiesa obbligandosi la comunità al mantenimento di quella ...>>. Sebbene la grafia sia poco intelligibile e sebbene la forma del verbale non sia proprio ortodossa, si riesce, tuttavia, a comprendere che, a seguito dei dinieghi dell’Autorità Ecclesiastica, venne eretta una nuova chiesa nello stesso luogo di quella vecchia e poco capiente. Che la chiesetta allora costruita ex novo (o ampliata) in onore di Maria SS.ma delle Fratte sia proprio quella stessa ove attualmente si venera la Sacra Immagine, è provato da quanto è detto nel verbale del 22 aprile 1748, ove, tra l’altro, si legge: << ... (le Sante Messe) non si celebrano in detta chiesa di S. Leonardo sotto il titolo della Madonna delle Fratte ...>>. Sulla base del contenuto dei citati verbali, perciò, si può essere certi che il piccolo santuario della Madonna delle Fratte è stato costruito, per ampliare il più vecchio e meno capiente tempietto, tra il 1741 e il 1748. Un altro tempietto rurale sorge, poco distante dalla piazza principale, su un piccolo colle, cui si accede per una scalinata di rustica fattura.E’ questo il Santuario dedicato alla Madonna delle Fratte: semplice e rozzo nella sua linea architettonica, costituisce, tuttavia, il centro della devozione mariana capranicense. Apparentemente, la piccola chiesa potrebbe sembrare priva di ogni interesse storico; all’incontro v’è da ritenere che tra le sue vecchie pietre sia nascosto il silenzio di oltre quattro secoli. L’indagine condotta allo scopo di ricercare e stabilire la data,  sebbene approssimativa, della sua erezione, si è  palesata irta di ogni difficoltà. La tradizione popolare fa  restare alquanto perplessi. Essa vuole che, in un  giorno assai lontano, un pastore di Castel S. Pietro che  si aggirava nel nostro territorio, avrebbe rinvenuto in un  cespuglio un quadro raffigurante la Vergine Santissima  e lo avrebbe portato al suo paese. Il giorno successivo, però, lo stesso quadro sarebbe  tornato miracolosamente a Capranica e sarebbe stato rinvenuto tra i cespugli, sul colle ove  oggi sorge la chiesetta. Da q ui il motivo della dedica alla << Madonna delle Fratte >>. Ma  la sola tradizione, ovviamente, non può soddisfare né il ricercatore né il lettore. Trascrivo  nuovamente il verbale del 9 novembre 1741, già riportato al capitolo XIV, lettera B) della  prima parte del presente lavoro: << ... Si propone loro come, essendo stata soppressa la  Chiesa della Madonna della Immagine, o sia delle Ginestre, a causa dell’angustia troppo  grande di detta chiesa, né essendosi potuto ottenere dall’Ill./mo Sig. Vescovo la licenza di  dilatare detta chiesa per la lontananza dalla Terra e dall’abitato, s’è designato di fabbricare  altra chiesa capace nella piazza dell’Olmo, detta il Monnezzaro, per ivi trasportare poi la  miracolosa Immagine... Ma poiché non si vuole ottenere licenza dall’Ill./mo Vescovo Sig.  Cardinale di fabbricare la chiesa nel luogo già detto; se la Comunità si obbliga al  mantenimento di quella; perciò si pregano tutti di volersi obbligare a quanto sopra per  onore di Dio e di Maria SS.ma. Fu  risoluto a viva voce che si fabbrichi  detta chiesa, obbligandosi la  Comunità al mantenimento di quella  >>. La chiesetta, dunque, alla data  del 9 novembre 1741, esistenza già  da moltissimo tempo, tanto che si  aveva la necessità di una chiesa più  capiente, e circostanza di non scarsa  importanza, essa era dedicata alla <<  Madonna delle Ginestre >>. In un successivo verbale, datato 22  aprile 1748, si legge: << ... non si  celebrano (le Sante Messe) in detta  Chiesa di S. Leonardo sotto il titolo  della Madonna delle Fratte ... >>. La  frase appena trascritta dimostra  chiaramente che la chiesetta in esame  era originariamente dedicata a S.  Leonardo e che, solo più tardi, venne intitolata alla Madonna delle Fratte. Che, poi, la  Chiesa di S. Leonardo fosse proprio quella attualmente dedicata alla Madonna delle Fratte,  è dimostrato oltre che alla frase come sopra trascritta, anche dalla circostanza che, sulla  parete di fondo della chiesetta, era visibile un affresco raffigurante S. Leonardo, ricoperto  da intonaco dopo l’ultimo conflitto mondiale. Ma, dall’esame degli antichi verbali del  Consiglio, se deduce facilmente che il << beneficio >> di S. Leonardo aveva radici molto  profonde nel tempo; sì che non sarebbe azzardato collocare la data di erezione dell’antico  tempietto - da cui il beneficio ecclesiastico trasse la denominazione - al primo scorcio del  secolo XVI e, forse, anche anteriormente. La vecchia chiesetta venne dedicata alla Madonna delle Ginestre soltanto in un secondo  tempo, dopo, cioè, il miracoloso ritrovamento della Sacra Immagine. Non si hanno  documentazioni in proposito. L’unica fonte, sebbene non confortata da prove più valide, è  una iscrizione apposta nella parte inferiore del quadro attuale, raffigurante la Venerata  Immagine, ove, tra l’altro, si legge una data: << AN.DNI.MDXLV >>. In un opuscoletto, poi, fornitomi in copia fotostatica dal già menzionato Sig. Luigi Michele  Ponzo (Micheletto), in calce alla Sacra Immagine è scritto: << An.Dni. MDXLV - Res.  MDCCCX - La Madonna delle Grazie - detta delle Fratte - che si venera nella Chiesa di  Capranica Prenestina - Roma >>. A tergo dell’opuscolo è scritto: << La detta Madonna, mutilata dalla Grande Guerra del  1940, dipinta nuovamente su tavola dal Prof. Giovanni. Battista Conti di Roma a spese  della famiglia Augusto e Pietro Sbardella. In memoria e suffragio del loro figlio Guerrino,  caduto eroicamente per la grande causa: il 2 febbraio 1944. Munito dei conforti religiosi  impartiti da Mons. Capoferri. La detta Madonna fu portata da Roma a Capranica  Prenestina accompagnata da una lunga fila di automobili e di popolo: l’11 aprile 1947, ove  fu accolta e benedetta dal Rev/mo Mons. Pietro Orsi, Rettore del Santuario di Capranica  Prenestina, nonché la Giunta Comunale, con a capo il Notaio dottor Achille Sabelli ... >>. Da tutto quanto detto, si può soltanto ritenere quanto segue: 1. l’antico tempietto, nella sua parte originaria, è di epoca assai remota, presumibilmente  della prima metà de secolo XVI; 2. Originariamente dedicato a S. Leonardo, venne successivamente intitolato alla <<  Madonna delle Ginestre >> e, quindi, alla << Madonna delle Fratte >>; 3. La mutazione della dedica deve essere collocata presumibilmente al 1545; 4. L’antico quadro raffigurante la Sacra Immagine, venne dipinto presumibilmente nella  stessa epoca; 5. La chiesetta venne restaurata ed ampliata intorno al 1741; 6. L’antica Sacra Immagine, << mutilata >> a seguito degli eventi bellici del 1944, venne  nuovamente dipinta su tavola dal prof. Giovanni. Battista Conti di Roma nel 1947 e  collocata nell’odierno santuario l’11 aprile dello stesso anno. Il 3 settembre 1971, a seguito di raschiature praticate sulla parete di fondo della chiesetta  rurale, è venuto alla luce un frammento di un antico affresco: la faccia del Bambino Gesù  in atteggiamento di sereno abbandono sul petto della Vergine Santissima; dell’interno  scomparso dipinto è visibile soltanto il detto frammento. Secondo la testimonianza del cav.  Tommaso Frezza, del Sig. Leonida Orsi e di altri, l’interno affresco, oggi distrutto, occupava  la parte << in cornu Evangelii >> della parete, mentre la parte centrale era occupata da  altro affresco raffigurante San Leonardo, attualmente ricoperta da intonaco. L’esame del  reperto venuto alla luce mostra una fattura pregevole, che potrebbe essere collocata al  sec. XVI, e forse anche a data anteriore; è presumibile che, anche l’affresco centrale, oggi  ricoperto da intonaco, sia databile alla stessa epoca. Non posso qui esimermi dal  segnalare e recriminare l’opera deleteria di chi diresse - per conto del Genio Civile - il  lavoro di restauro della chiesetta, effettuato appena dopo l’ultimo conflitto mondiale. Il  rinforzo della parete ed ogni altra opera di restauro sarebbero state egualmente efficienti e  perfette se si fosse evitata l’applicazione dell’intonaco sugli affreschi ivi esistenti. Chi  potrebbe dimostrare, oggi, che essi siano opera di artista valente? Aquale scopo  deturpare, senza ragione alcuna, delle opere che, sebbene di scarso valore artistico,  sarebbero tuttavia, una preziosa testimonianza dei tempi trascorsi? Vero è, peraltro che la  fede della nostra gente no ha bisogno di opere d’arte per manifestare e testimoniare la  venerazione e l’amore verso al Vergine Santa. Prova ne sia che, nei periodi in cui il piccolo  Santuario è aperto al culto, esso è meta per ognuno e asilo quotidiano di serenità e di  pace. Le testimonianze d’amore dei capranicensi verso la Madre Celeste sono i numerosi  doni visibili nell’antico tempietto; candelabri, lampadari, suppellettili d’uso e oggetti  occorrenti ai sacri riti. Come anche di tutti i capranicensi è stato il contributo offerto per il  rifacimento della copertura della chiesetta rurale, e daranno di essi sicuramente i futuri  contributi per gli eventuali lavori di ampliamento e di ornamento che verranno effettuati al  piccolo Santuario. A poca distanza dalla piazza principale del paese si accede, attraverso  una scalinata rudimentale, alla piccola chiesa della Madonna delle Fratte, restaurata e  ampliata intorno al 1741, la cui parte originaria risale probabilmente alla prima metà del  XVI secolo. Intitolata all’inizio della fondazione a San Leonardo, la chiesa fu in seguito  dedicata alla Vergine col titolo prima di Madonna delle Ginestre, poi di Madonna delle  Fratte. Custodisce un’immagine di Maria, dipinta su tavola da Giovanni Battista Conti nel  1947, che sostituisce quella primitiva presumibilmente del1545, gravemente mutilata a  causa degli enti bellici della seconda guerra mondiale. Il 3 settembre 1971, a seguito di  raschiature praticate sulla parete di fondo del tempietto, è venuto in luce un antico  affresco, di cui è rimasto solo un frammento, che ritrai l faccia del Bambino Gesù in  atteggiamento di abbandono sul petto della Vergine Madre. La chiesa è dotata anche di  piccola sagrestia.

La Confraternita.
Nell’ anno 1996 partecipando ai festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie del 31  Agosto e 1 Settembre, io Amedeo MAZZI decisi di contattare alcuni membri della famiglia  PANZIRONI parenti della mia cara defunta madre PANZIRONI Pierina (organizzatori della  festa in onore della Madonna dal dopoguerra) per riportare “alla luce” le vecchie usanze e  tradizioni di questa festa, ultimamente dimenticate e trascurate, tramite la ricostituzione di  una Confraternita dedicata alla Madonna delle Grazie detta delle Fratte tanto venerata  dalla popolazione di Capranica. Da quanto raccontano le persona più  anziane del Paese risulta che in passato  erano costituite due Confraternite una  dedicata al Sacro Cuore di colore rosso e  una dedicata alla Madonna di colore  celeste. Di queste due Confraternite non è stato  ritrovato, però nessun documento che ne  attesti l’esistenza in quanto tutto andò  distrutto con il bombardamento della  seconda guerra Mondiale. Dopo aver riscontrato consensi favorevoli  cominciai con altre ad organizzare la  Confraternita. Durante l’anno 1996/1997 si fecero varie  riunioni e incontri che si conclusero con  l’assemblea del 25 Agosto 1997 sotto la Presidenza di PADRE ANTONIO PINCI, delegato  Vescovile delle Confraternite della Curia di Palestrina che vide eleggere il 1° Consiglio  della Confraternita. La Confraternita è stata poi registrata il 26 Agosto presso la Curia Vescovile di Palestrina,  con visto dell’Amministratore Diocesano MONS. VITO CINTI. Così una volta nata la Confraternita non rimaneva che organizzare la festa in onore della  Madonna e fare in modo di coinvolgere il più possibile tutta la popolazione. Le adesioni alla  Confraternita furono subito molte e si chiusero le iscrizioni con circa settanta (70) adesioni. I festeggiamenti, quell’anno, si sono tenuti il 6-7 settembre, ma prima di questi giorni si era  già dato rilievo alla festa con la cerimonia dell’ Intronizzazione della Sacra Immagine (la  discesa dall’altare alla macchina per il trasporto del quadro) e la novena in onore della  Madonna. Sabato 6 settembre fu celebrata la S. Messa all’aperto, durante la quale è stato  benedetto lo stendardo, le tessere, i santini, i medaglioni della Confraternita e  naturalmente i primi Confratelli iscritti. Dopo la S. Messa si è trasportata la S. Immagine in  processione per le vie del paese,  fino alla Parrocchia di S. Maria  Maddalena, accompagnata da  “bombe oscure” e dal suono  della banda musicale di “Città di  Cave”. La sera dopo la  processione, tutti in piazza per  ballare al suono della  fisarmonica e mangiare le  tradizionali “penne  all’arrabbiata” offerte dalla  Confraternita. Il mattino  seguente alle ore 07.00 è  passata la sveglia per le vie del  paese, costituita dal rullo di due  tamburi, come avveniva negli  anni passati. Più tardi è arrivata  la banda musicale che poi ha  accompagnato la processione  dalla Parrocchia alla chiesetta di “Madonna Capu” dove è stata celebrata la S. Messa,  officiata da Mons. Vito CINTI e il Parroco Don Giorgio DE SANTIS, durante la quale sono  stati benedetti gli oggetti d’oro che ogni anno alcune persone donano ex voto, alla Vergine  Santissima. La festa si concluse con la recita del S. Rosario, presso la chiesetta, nella  tarda sera. Durante l’anno 97/98 si sono svolti vari incontri e ritiri e un pellegrinaggio al Santuario del  Divino Amore di Roma dove è stata donata un quadro raffigurante la Madonna delle  Grazie, per essere collocato alla rassegna Mariana dei Santuari. Nel mese di giugno la  Confraternita ha organizzato la festa del Corpus Domini, coinvolgendo la popolazione nel  rifare l’infiorata, per le vie del paese. In seguito la Confraternita si è dedicata alla ristrutturazione della Chiesa di “Madonna  Capu”. E’ stato creato un piccolo bagno, cambiate le grate di ferro e le finestre, allestita la  nuova Sede, ed eseguita altre migliorie. Nel mese di agosto si sono ultimati i preparativi  relativi la festa del 5-6 settembre in onore della Madonna delle Grazie. Anche quest’anno i  festeggiamenti sono iniziati con la novena e la cerimonia dell’intronizzazione per terminare  con la processione del sabato sera che quest’anno ha cambiato il percorso per essere  trasportata al “Residence Prato Cigliano”. Moltissima è stata la gente che con viva fede ha  partecipato al corteo. Era da molti anni che non si assisteva ad una manifestazione  religiosa così sentita. Dopo la processione di nuovo le tradizionali “penne all’arrabbiata” accompagnata dal  suono della fisarmonica e ricorrendo il 50° anniversario della ricostruzione dopo il  bombardamento della Chiesa e del quadro della Madonna, la festa si è conclusa con un  magnifico spettacolo pirotecnico.  I festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie detta delle Fratte iniziarono a  Capranica Prenestina con la venuta del quadro, presenti certamente già nel 1445 circa. La  devozione alla Madonna attecchii ben presto e si diffuse talmente che nell’anno dopo si  istituì, una associazione, alla quale competeva regolamentare e solennizzare la festa.  Come allora era consuetudine, il tutto veniva rallegrato con spari di “mortaretti”, Messe e  Vespri solenni. Oggi non è cambiato molto, i soliti spari annunciano e punteggiano le vari  fasi della festa e gli stessi riti vengono celebrati nel giorno consacrato alla Madonna. La festa liturgica si è sempre celebrata nella Chiesa della “Madonna Capu” il primo sabato  e la prima domenica del mese di settembre, giorno che nella tradizione cattolica precede la  solenne festa della natività della Madonna (otto settembre). La festa esterna o popolare  con processione si celebrava in origine nella prima domenica di settembre. Dal 1445 il trasporto, la processione, sono celebrate come noi ben sappiamo. Non si è mai  mancato di festeggiare la Madonna delle Grazie detta delle Fratte. Memorabile la  processione del 11 aprile 1947, quando un corteo immenso di popolo percorse le vie del  Paese, ancora colme di macerie riportando la bellissima immagine fatta dipingere di nuovo  e collocata nella sua Chiesetta. La manifestazione si chiuse lasciando un ricordo indimenticabile nel cuore del popolo di  Capranica Prenestina. Nel 1996 si è iniziata la Confraternita che opera da me sottoscritto e  alcuni abitanti di Capranica che si occupano della manifestazione popolare. I cittadini di  Capranica attendono questi festeggiamenti, perché la maggior parte di loro ritornano alle  origini e radici paesane e respirano l’aria del Paese che è stato loro e dei loro cari padri. Il 05 novembre 2000 furono indette nuove elezioni che videro eletto il 2° Consiglio della  Confraternita. Capranica Prenestina anno 2002 A cura del Presidente della Confraternita Madonna delle Grazie Amedeo MAZZI